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Itsutsu no Kata

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Questo Kata entra a far parte del Judo Kodokan nel 1896. Se ne trova l'esistenza nella scuola di Ju Jitsu chiamata Tenshin shin yo ryu. Esso è costituito da 5 tenciche (go ku den) caratterizzate da quello che definiamo HYOGEN SHIKI o stile di espressione. Ogni tecnica ha un nome:

1. OSHI GAESHI (contrastare la spinta)

2. HIKI HASUNI (tirare e separarsi)

3. TOMOE WAKARE (separazione dei cerchi)

4. NAMI BIKI (onde che si alzano)

5. SEKKA WAKARE (separazione delle scintille)

In tutto lo sviluppo delle 5 forme non vi deve essere soluzione di continuità e Tori ed Uke devono, per così dire, "essere un unico respiro". La metafora dell'acqua, simbolo della vita e dell'adattabilità, pervade tutto l'esercizio: nella prima forma abbiamo la spinta diretta dell'acqua; nella seconda lo scorrere dell'acqua; nella terza il vortice d'acqua; nella quarta la risacca e l'onda di reflusso; nella quinta l'onda gigantesca.

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Questo Kata, il più complesso del Judo, contiene importanti insegnamenti morali che possono così essere sintetizzati:

1. OSHI GAESHI (contrastare la spinta)

Perseveranza e concentrazione dell'energia e dell'azione. Costanza nelle nostre azioni. Coraggio. Una piccola forza applicata con continuità vince un grande ostacolo (soft atemi).

2. HIKI HASUNI (tirare e separarsi)

Schivare la forza senza opporvisi. Cedere senza resistere. Adattarsi alle difficoltà e alle diverse possibilità della vita.

3. TOMOE WAKARE (separazione dei cerchi)

Mantenere ben saldo il centro di gravità. Essere in grado di far ordine nel caos. Cedere per adattarsi.

4. NAMI BIKI (onde che si alzano)

Il fluire della marea che tutto travolge e pulisce. Andamento ciclico dell'Universo. Movimento del pendolo e capacità di sentire il momento.

5. SEKKA WAKARE (separazione delle scintille)

Due forze di pari entità si scontrano. Cedere per non soccombere. Rapidità nella decisione e nell'adattamento.